Natale con gli anziani
dic 27, 2011 | in
Iniziative FIOG Il 25 dicembre è un giorno importante per la cristianità: il giorno della nascita di Gesù bambino e della rinascita interiore degli uomini. Una festa religiosa che ha "perso" parte del suo mistero che solo la Fede riesce a mantenere vivo. Un appuntamento per tutte le famiglie, che si riuniscono e condividono, secondo tradizione, il cenone, la serenità, l’allegria, lo scambio dei regali posti sotto l’albero. Esiste una parte importante della nostra società che è parzialmente esclusa da tutto questo, per motivi di salute, perché sole, perché nessuno si occupa più di loro: gli anziani.

Quest’anno, il 25 dicembre, la F.I.O.G. ha voluto portare la sua testimonianza e solidarietà agli anziani del Soggiorno San Giuseppe di Castelnuovo Don Bosco (AT), trascorrendo in "famiglia" con gli anziani ospiti il giorno più bello dell’anno.
Alle 10,00 è iniziata la Santa Messa, officiata da Don Cavallo, un salesiano di 84 anni, il quale ha rivolto a tutti i presenti parole di conforto, di solidarietà di condivisione e di speranza. Il magistrale Coro del Soggiorno San Giuseppe, diretto dal Presidente del C.d.A. il maestro Antonio Ostino che hanno eseguito un repertorio superbo, coinvolgente, che ha emozionato tutti, ed ai quali è stato richiesto il bis dell’ultimo canto di chiusura della Funzione religiosa.
Il salone era gremito di anziani, infermieri, parenti, amici, i volontari dell’A.V.O. gli alpini e noi della F.I.O.G., che abbiamo fatto le foto, ci siamo intrattenuti con gli anziani, i parenti, le Autorità presenti. Il pranzo di Natale ha superato ogni aspettativa, come partecipazione familiare come quantità e qualità dei cibi portati a tavola. Il pomeriggio è stato allietato con balli e canzoni, che hanno coinvolto tutti in un delicato ‘turbinio’ di lente e delicate movenze perfettamente a tempo di musica.
Un giorno di condivisione, di puro piacere nell’essere presenti, nell’ascoltare, nel voler essere, anche in questa occasione, di supporto per coloro che non hanno più la possibilità di vivere in famiglia, ma che hanno ancora molto da dare e da raccontare, perché essi, anche se al "tramonto", rimangono sempre la nostra memoria storica, che non deve essere dimenticata.


