Statuti, Regolamenti e Codice Etico

Statuto Comitato Scientifico e di Bioetica

Premessa

L’Università Unimeier promuove il Comitato universitario Scientifico e di Bioetica, che si colloca nell’ambito delle proprie finalità istituzionali di docenza e di ricerca scientifica, aventi come scopo preciso il costante e progressivo miglioramento della preparazione delle persone, del loro aggiornamento e della migliore qualità della vita in un equilibrato rapporto eticamente sostenibile tra persona umana, natura e ambiente.

Il Comitato accoglie e ricomprende tutte le esperienze scientifiche e culturali ritenute utili alla completezza della riflessione e alla ricchezza dei programmi, intorno a tematiche per loro natura aperte a un confronto interdisciplinare dettate dalle aree didattiche e di ricerca di ogni settore.

Il tutto per la programmazione delle attività proposte dai responsabili di ciascuna area o da membri del Comitato Scientifico, o da docenti di alta qualificazione e conoscenza della materia, discusse e quindi approvate dal Comitato Scientifico.

II Comitato nasce con una vastità di interessi dettati dalla globalizzazione e analizzati singolarmente, con lo scopo primario di conciliare la singola materia trattata o argomento di studio, e il rispetto dei valori etici fondamentali, in una visione globale interetnica ed interculturale riflettente appieno l’attuale vivibilità intrisa di valori umani ed etici quale esempio per il discente.

Con tali obiettivi il Comitato Scientifico chiamato a programmare con scelta oculata e rendere attuabili corsi ed eventi di ciascuna area con l’intento prioritario di tutelare, nel quadro dell’ordinamento giuridico italiano e comunitario e dei pertinenti codici deontologici, la qualità dei corsi, dei docenti e dei discenti che frequentano corsi fondamentali e di aggiornamento.

Art. 1

È costituito il Comitato universitario Scientifico e di Bioetica come organo interdisciplinare avente, quali proprie finalità istituzionali di docenza e di ricerca scientifica, quella di valutare questioni connesse alla fattibilità di corsi ed eventi e alla ricerca scientifica con la finalità di perseguire gli obiettivi definiti in premessa.

Il Comitato deve offrire un supporto di competenza, obiettività ed esperienza, quale organismo centrale pensante e consultivo dell’Università, avente come scopo preciso il costante e progressivo miglioramento della preparazione delle persone, del loro aggiornamento e della migliore qualità della vita in un equilibrato rapporto eticamente sostenibile tra persona umana, natura e ambiente.

Il Comitato esprime pareri a titolo gratuito, propone iniziative culturali mirate all’attività formativa, ha come obiettivo la sensibilizzazione in campo etico e la formulazione di linee guida sulle problematiche emergenti in ciascun settore delle aree didattiche e di ricerca nel pieno rispetto della legislazione e della bioetica.

Art. 2

Il Comitato esprime pareri su richiesta di soggetti interni all’Ateneo e di soggetti esterni, pubblici e privati.

Il Comitato, su motivata richiesta, esprime pareri di fattibilità di corsi ed eventi, per ciascuna area e di eticità, che non esimono il richiedente da responsabilità personali di ordine professionale, morale, deontologico e giuridico.

Il richiedente può essere invitato alla discussione in seno al Comitato ed è comunque libero di agire in difformità dal parere dello stesso, motivando eventualmente le ragioni del proprio dissenso con potere decisionale lasciato al Rettore e agli Organi Dirigenziali dell’Ateneo.

Ciascuna decisione e parere, di cui al comma 1, deve essere espressa a maggioranza assoluta dei componenti aventi diritto al voto.

Può essere espresso un parere di dissenso motivato.

Il Comitato può aggiungere al parere una raccomandazione.

Art. 3

Il Comitato, nelle sue procedure di valutazione, si atterrà alla normativa vigente e, pur conservando l’autonomia di giudizio accademico ed etico dei componenti il Comitato, terrà presenti, fra l’altro, le disposizioni emanate da organismi nazionali ed internazionali, fra i quali:

  • i principi del codice deontologico degli Ordini Professionali e delle Associazioni Professionali attinenti le iniziative di docenza e di ricerca intraprese e decise;
  • essendo un’Università di Medicina e Ricerca fa suoi i principi dei codici deontologici dell’Associazione medica internazionale (codice di Norimberga, 1948; codice di Helsinki, 1964, successivamente rivisto e completato Tokyo 1975; codice di Vienna, 1983; codice di Hong Kong, 1989) e successive modifiche e decisioni;
  • fa suoi i documenti prodotti dal Comitato Nazionale di Bioetica (C.N.B.) e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.) su specifiche e nuove problematiche;
  • il documento "Metodi ed eutanasia per animali" della "Federation for Animal Welfare" e "Associazioni varie per la protezione animale";
  • le dichiarazioni formulate dal Consiglio delle Organizzazioni Internazionali delle Scienze Mediche (CIOMS) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Art. 4

Il Comitato presta particolare attenzione alle tematiche di ordine biologico e medico nonchè biomedico quali, ad esempio:

  • biologia molecolare nei suoi vari campi di applicazione (ingegneria genetica, biologia, virologia, interventi sulla linea somatica, ibridi cellulari, etc.);
  • esperimenti utilizzanti animali nei limiti previsti dalla legge;
  • utilizzazione di tessuti umani embrionali e fetoplacentari;
  • creazione di organi e di trapianti di organi o parti di essi, quando rivestano carattere sperimentale;
  • utilizzo di stampanti 3D per la produzione di organi con cellule staminali;
  • ricerche sulla Terapia Intensiva Neonatale (TIN);
  • ricerche sul giusto dosaggio nella diagnostica, cura e terapia (ultrasuoni, radiazioni ivi compreso i vari spettri di luce e la potenza irradiata;
  • tecniche di fecondazione artificiale;
  • ricerche su nuovi dispositivi medici in vivo e in vitro;
  • ricerche sul benessere fisico, psichico e mentale;
  • ricerche su tematiche legate all’alimentazione e ai prodotti alimentari;
  • ricerche di fisiologia e fisiopatologia, sia nel soggetto sano volontario che nel malato;
  • nuove tecniche diagnostiche invasive e non invasive;
  • sperimentazione farmacologica;
  • nanotecnologie e ingegnerizzazione (modificazione del DNA e replicazione) dei batteri;
  • decontaminazione delle acque e dell’alimentazione con utilizzo di batteri ingegnerizzati;
  • gli impianti ospedalieri visti come dispositivi medici es. gas medicali;
  • la sicurezza ospedaliera, delle apparecchiature a tutela della persona (operatore, medico, paziente e accompagnatori);
  • l'igiene ospedaliera a tutela della salute;
  • ricerche geriatriche;

Il Comitato:

per attività didattiche e di ricerca in partenariato con altre Università si rapporta a quanto si stabilisce congiuntamente per quanto attiene la didattica, la ricerca e l’etica.

Nei casi suddetti di partenariato è fondamentale, se necessita, confrontarsi con l’altro/i Comitato/i Scientifico/i o organismo/i consultivo/i, discuterne e decidere congiuntamente.

Art. 5

La composizione del Comitato è interdisciplinare e rappresentativa delle aree previste nello Statuto dell’Università e meglio identificate nei singoli settori.

Del Comitato fanno parte:

  • il Presidente del Comitato Scientifico;
  • è costituito da un massimo di 7 componenti in numero identificativi dei dipartimenti dell’Unimeier ciascuno designato dai docenti o responsabili di ciascuna area: salute, medicina e biologia, biomedica e biotecnologica, farmacia, economia e finanza aziendale, scienze medico legali, sociali e forensi. Interventi di volta in volta, a seconda delle esigenze, verranno chiamati consulenti sia dai dipartimenti che dall’esterno.
  • interviene nel Comitato Scientifico, se chiamato,un rappresentante dell’Università, dell’Ordine Professionale o di Associazione o altro, sulla base di iniziative congiunte o di partenariato;

Il Rettore, su indicazione del Presidente del Comitato Scientifico previa delibera del Comitato stesso, esamina ed emana le opportune disposizioni per la designazione dei docenti delle varie aree da designare nei corsi e negli eventi specifici.

Art. 6

Possono essere convocati esperti esterni, a seconda delle tematiche, scelti dal Comitato, qualora se ne ravvisi la necessità.

Art. 7

Il Comitato è assistito da un segretario cui compete la redazione e la conservazione dei verbali delle sedute, tale segretario viene scelto dal Comitato Scientifico anche esterno allo stesso. Alcune decisioni potranno essere considerate esecutive dal Presidente del Comitato Scientifico previo comunicazione a tutti e per espresso parere favorevole della metà più uno dei membri.

Art. 8

I membri del Comitato vengono nominati dal Rettore. Rimangono in carica quattro anni, al termine dei quali possono essere confermati per un ulteriore quadriennio.

Art. 9

I membri del Comitato, sono tenuti a partecipare alle convocazioni che in genere hanno cadenza trimestrale, con la possibilità di non partecipazione al massimo a due sedute, con adeguata motivazione.

In caso di più di due assenze il Presidente del Comitato segnala al Rettore la necessità di sostituzione.

Il Rettore può decidere, in casi particolari alla non sostituzione.

Codice Etico

Parte I: Introduzione

Il Codice Etico dell’Unimeier rappresenta il riferimento per regolare in termini etici le relazioni interne ed esterne dell’Università, proponendosi come dichiarazione di principi accettati e condivisi da docenti e ricercatori, personale amministrativo e tecnico, discenti e da tutti coloro che instaurino rapporti con l’Ateneo, condividendone, anche temporaneamente, i valori. Tutte le componenti dell’Ateneo sono egualmente responsabili della tutela e della piena applicazione delle regole di condotta di seguito riportate.

Parte II: Regole di condotta

Art. 1: Imparzialità e rifiuto di ogni discriminazione

L’Ateneo riconosce e tutela, per tutte le sue componenti di ogni ordine e grado, le medesime condizioni di rispetto e di pari dignità. Respinge e persegue qualsiasi situazione di discriminazione, in riferimento ad appartenenze politiche e religiose, razza, sesso, livello di abilità, condizioni sociali, orientamento sessuale, condizioni personali e di salute, assicurando ad ognuno pari opportunità di scelta nell’ambito delle competenze individuali, in nome dell’inviolabile rispetto della libertà di coscienza. Tutte le componenti dell’Ateneo sono, pertanto, tenute ad operare con imparzialità, senza creare o fruire di situazioni di privilegio, astenendosi dall’effettuare pressioni indebite ed evitando di favorire gruppi specifici di interesse o singole persone. La Commissione Etica valuterà attentamente il contesto, le circostanze e le specificità in relazione alle quali è stata chiamata ad esprimersi.

Art. 2: Integrità e trasparenza

Tutte le componenti dell’Ateneo ispirano i propri comportamenti a principi di onestà, correttezza, lealtà e trasparenza nei confronti dei portatori di interesse. È fatto divieto di utilizzare il nome dell’Ateneo per conseguire benefici privati e personali ed avvalersi dunque della posizione ricoperta per ottenere utilità o benefici nei rapporti esterni, prevalentemente di natura privata.

Art. 3: Riservatezza

Tutte le componenti dell’Ateneo si impegnano a mantenere riservate le informazioni apprese nell’esercizio delle proprie funzioni, ponendo in essere ogni misura utile a prevenire l’eventuale dispersione di dati e custodendo con ordine e cura gli atti affidati. Sono tenute, inoltre:

  • a rispettare il diritto alla riservatezza di persone o enti di cui l’Università detiene informazioni protette;
  • a non rivelare dati o informazioni riservate, relativi alla partecipazione agli organi accademici;
  • a consultare i soli atti e fascicoli al cui accesso siano autorizzati, facendone uso conforme ai doveri d’ufficio e tutelandone la privacy.

Art. 4: Conflitto di interesse

Sarà evitata ogni azione che, in nome di interessi privati o di parte, ponga in essere situazioni di contrasto con gli obiettivi e le finalità dell’Ateneo . Il conflitto di interesse si verifica quando l’interesse privato dei destinatari del Codice contrasta realmente o potenzialmente con quello dell’Ateneo. I collaboratori dell’Ateneo, prima di accettare incarichi remunerati di consulenza, direzione, amministrazione o di altro tipo in favore di soggetti esterni, ovvero quando subentrino situazioni di conflitto, devono informare preventivamente gli organi accademici.

Art. 5: Abuso del proprio ruolo

Ai destinatari del Codice non è consentito abusare dell’autorevolezza che deriva dalla posizione accademica, allo scopo di trarne vantaggi personali e indurre altri soggetti ad eseguire prestazioni o servizi che non rientrino nel normale svolgimento delle libere attività didattiche, accademiche e amministrative. In particolare, tale influenza non sarà esercitata per favorire discenti oltre il merito e le capacità effettive.

Art. 6: Valorizzazione del merito

Missione fondamentale dell’Università è produrre ed emanare conoscenza sotto forma di capitale umano, promuovendo il libero accesso a tutti i livelli dei saperi, intesi come patrimonio comune, partecipato e pervasivo, nel concetto di universalità della conoscenza stessa. Per raggiungere tali obiettivi, la comunità dell’Ateneo adempirà al proprio impegno con onestà, imparzialità e dedizione.

Art. 7: Libertà accademica

La libertà accademica e il rispetto della piena autonomia dell’individuo sono presupposto non eludibile per garantire adeguati profili di qualità nelle attività di insegnamento e di ricerca. A tal fine, le componenti dell’Ateneo sono tenute a comportamenti ispirati a criteri di integrità e responsabilità. Tutte le componenti dell’Ateneo sono tenute a mantenere una condotta collaborativa e rispettosa nell’attuazione delle decisioni di carattere organizzativo poste in essere dagli organi accademici, al fine di migliorare l’efficienza, l’imparzialità e la trasparenza dell’amministrazione universitaria.

Art. 8: Valorizzazione della ricerca

L’Ateneo si propone di contribuire, nel modo più efficace ed incisivo, alla crescita della comunità territoriale attraverso le ricadute sociali delle proprie attività di ricerca. È compito di ciascun docente stimolare nei discenti, attraverso il dialogo e lo sviluppo delle capacità critiche, abilità pratiche e metodologiche per l’aggiornamento e per la ricerca.

Art. 9: Uso del nome dell’Ateneo

Tutti i destinatari del Codice sono tenuti a tutelare il buon nome e la reputazione dell’Ateneo. Salvo espressa autorizzazione, a nessuno è consentita l’utilizzazione impropria del nome e del logo dell’Ateneo.

Art. 10: Utilizzazione delle risorse dell’Ateneo

Le risorse dell’Ateneo devono essere utilizzate secondo criteri di responsabilità e trasparenza; non saranno concessi a persone o enti esterni attrezzature, spazi o risorse per fini di natura personale o comunque diversi da quelli indicati dall’Ateneo, ovvero per scopi che non siano approvati dai suoi organismi ufficiali.
Gli strumenti informatici saranno utilizzati esclusivamente per finalità di lavoro, nel rispetto della normativa vigente e delle procedure di riferimento dell’Ateneo.

Parte III: Attuazione

Art. 11: Diffusione e promozione

L’Ateneo promuove la divulgazione del presente Codice per favorire la conoscenza dei principi e delle norme etiche in esso contenute.

Art. 12: Violazioni del Codice Etico e provvedimenti

Tutta la comunità accademica é tenuta a rispettare i principi di questo Codice, consultando il Comitato Universitario Scientifico e di Bioetica per chiarimenti sull’applicazione o su singole situazioni previste dallo stesso. Le segnalazioni di violazione devono pervenire, in forma scritta e non anonima, al Comitato Universitario Scientifico e di Bioetica che provvederà, in prima istanza, all’analisi della segnalazione, interpellando l’autore della medesima, il responsabile della presunta violazione ed ogni soggetto potenzialmente coinvolto.
Il Comitato Universitario Scientifico e di Bioetica si impegna a garantire che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell’interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali.

Art. 13: Il Comitato Universitario Scientifico e di Bioetica

Il Comitato Universitario Scientifico e di Bioetica è nominato dal Rettore che ne determina la composizione prelevandone i componenti dai Dipartimenti più coinvolti nelle specifiche attività di ricerca e di docenza ovvero più coinvolti nei protocolli istituzionali e nella normativa sanitaria, la durata, le regole di funzionamento. Esso è l’organo di controllo preposto a vigilare sull’applicazione delle norme e dei principi contenuti nel presente Codice e a definire i provvedimenti da assumere. Sarà cura del Comitato Universitario Scientifico e di Bioetica favorire la composizione amichevole delle controversie. Il Comitato Universitario Scientifico e di Bioetica, qualora uno dei suoi componenti fosse coinvolto in un procedimento obbligherà il componente incolpato stesso a non essere presente nelle riunioni quando si effettua il procedimento che lo vede coinvolto.